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Ambiente e Natura

Geologia e morfologia

Foto del Monte Voltraio

Situato agli estremi confini sud-orientali della Provincia di Pisa, il comune di Volterra si estende per 252 kmq tra le valli del fiume Era (a nord) e del fiume Cecina (a sud). La morfologia di questo territorio, la cui estensione in senso nordovest-sudest è doppia rispetto alla sua larghezza, è tipicamente collinare con rilievi modesti e pendii generalmente dolci.
 
Sotto l'aspetto geologico l'intera zona ricade all'interno di un ampio bacino pliocenico (Graben dell'Era - Bacino di Volterra) che si allunga in direzione nordovest-sudest per alcune decine di chilometri. I terreni che vi affiorano sono prevalentemente di natura argillosa e sabbiosa, ma soprattutto nelle aree meridionali e orientali del comune compaiono per buona estensione formazioni stratigraficamente sottostanti alle precedenti e riferibili ai cicli lacustre (zona di Berignone-Tatti) ed evaporitico (zone di Saline, di Mazzolla e bacini dell'Era Viva e dell'Era Morta) del Miocene superiore; nell'area orientale, infine, affiorano sporadicamente anche litotipi appartenenti al substrato pre-neoautoctono (soprattutto ofioliti e argille e calcari palombini) che grazie alle loro diverse caratteristiche litologiche conferiscono un'ulteriore elemento di varietà al paesaggio.

 
 
campagna volterrana con la città nello sfondo

Il rilievo su cui sorge Volterra (555 m.) si trova approssimativamente nella parte centrale del bacino e con le sue propaggini funge da spartiacque fra le valli dell'Era e del Cecina.
 
L'assetto geolitologico del colle di Volterra è piuttosto semplice trattandosi di una successione sedimentaria che presenta alla base una potente formazione argillosa a cui si sovrappone, con passaggio assai sfumato e graduale, un consistente deposito sabbioso che culmina, nella sua parte sommitale, in banchi più meno spessi di calcari arenacei.

L'area su cui sorge l'abitato si configura come un pianalto a gradoni orientato in direzione nordovest-sudest ai cui lati si distinguono due zone dalla morfologia radicalmente diversa: tutta la successione sedimentaria del colle è infatti debolmente inclinata (circa 10° verso nordest con la conseguenza che mentre sul lato occidentale e meridionale i sedimenti prevalentemente argillosi affiorano fino a quote decisamente elevate, sul lato nord-orientale le sabbie declinano quasi fino al livello del corso dell'Era, con effetti idrogeologici e geomorfologici profondamente diversi nelle due situazioni.
 
Il versante nordest del rilievo, ad esempio, è ripido ed inciso da valli piuttosto profonde in cui scorrono modesti corsi d'acqua alimentati da piccole, ma numerose sorgenti disposte a varie quote altimetriche, mentre quello posto a sudovest digrada con minore inclinazione e con aspetto assai più monotono verso l'ampia valle del Cecina (qui giunto a circa metà del suo corso). La diversa esposizione (e quindi il microclima) dei due versanti contribuisce infine a rendere ancora più marcate le differenze fra i rispettivi ambienti condizionandone in maniera determinante (assieme all'aspetto pedologico) la vegetazione e le potenzialità agrarie.
 
Il resto del territorio comunale è dominato a nord e a ovest dal grande mare delle argille plioceniche, talora sormontate da frazioni sabbiose: è la zona tipica delle balze, dei calanchi e delle biancane, delle colture estensive e della pastorizia; a sud est, invece, in corrispondenza dei depositi lacustri miocenici ha grande estensione il bosco che trova nel complesso forestale di Berignone-Tatti una delle aree naturalisticamente più importanti di tutta la Val di Cecina; a est, infine, i rilievi che si approssimano alla sponda orientale del grande bacino pliocenico di Volterra determinano ancora un ulteriore mutamento del paesaggio che si fa più mosso (e talora anche aspro) con fitte boscaglie alternate a campi coltivati.

 
 
area collinare tipica volterrana con presenza di calanchi

Nella pur varia morfologia di questo territorio gli elementi di maggior spicco e di più intensa suggestione paesaggistica sono comunque quelli che interessano le pendici occidentali del colle di Volterra ove l'erosione meteorica unita alla prolungata attività antropica (disboscamento, pastorizia, lavori agricoli ecc.) praticata nei terreni argillosi startigraficamente sottostanti e topograficamente adiacenti al deposito sabbioso-arenaceo che costituisce la parte più elevata del rilievo hanno dato luogo (dal basso verso l'alto) alla formazione di biancane (piccole cupole argillose di aspetto mammellonare con la superficie esposta a Sud completamente priva di vegetazione) e di calanchi (serie di ripidissime vallecole contigue tipiche dei terreni argillosi caratterizzate da un profilo planimetrico simile a un ferro di cavallo, rivolte prevalentemente verso sud e separate l'una dall'altra da creste piuttosto sottili ed affilate).
 
Risalendo ancora verso la sommità del rilievo si può infine ammirare in tutta la sua grandiosità la più celebre ed impressionante delle forme di erosione che interessano Volterrano ovvero il maestoso spettacolo delle Balze, una gigantesca voragine originata dall'azione erosiva delle acque meteoriche che infiltrandosi attraverso il deposito sabbioso sommitale (permeabile) del colle di Volterra giungono ad asportare le argille (impermeabili) a questo sottostanti provocandone così il progressivo arretramento col conseguente franamento per crollo degli spessori sabbiosi ed arenacei ad esse sovrapposti. Questo imponente fenomeno erosivo, attivo da alcuni secoli, ha coinvolto nel proprio avanzamento anche parte di una necropoli etrusca e l'antica chiesa di S.Giusto al Botro, divorata definitivemente dal precipizio nella prima metà del sec. XVII.

 
 
 

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