Museo etrusco

Guarnacci

 

Per acquistare e prenotare online i biglietti dei Musei di Volterra è possibile cliccare sul seguente link

 
 

Recapiti
Tel: 0588 87580
 
Direttore della Pinacoteca: Dr. Alessandro Furiesi
Responsabile scientifico Pinacoteca e mostre
e-mail: a.furiesi@comune.volterra.pi.it

Prenotazioni:tel. 0588 87580
e-mail: prenotazionemusei@comune.volterra.pi.it

 
 
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Comune di Volterra e Cassa di Risparmio di Volterra
al servizio della cultura

 
 

IL MUSEO GUARNACCI E' TEMPORANEAMENTE CHIUSO PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE CI SCUSIAMO CON I VISITATORI PER I DISAGI ARRECATI

 
 
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
ESTIVO
dal Secondo Lunedì di Marzo alla Prima Domenica di Novembre
9-19
9-19
9-19
9-19
9-19
9-19
9-19
INVERNALE
dal Primo Lunedi di Novembre alla Seconda Domenica di Marzo
10 - 16,30
10 - 16,30
10 - 16,30
10 - 16,30
10 - 16,30
10 - 16,30
10 - 16,30
 
 

Prezzo dei biglietti

 

Avvertenza: i seguenti prezzi sono validi dal 1 Febbraio  2021.
E' possibile acquistare una Volterra Card, valida per la visita a tutti i siti culturali del Comune di Volterra: Museo etrusco Guarnacci, Pinacoteca e museo civico, Ecomuseo dell' Alabastro, Palazzo dei Priori, Area Archeologica del Teatro Romano di Vallebuona e Area Archeologica dell'Acropoli Etrusca. Ha validità di 72 ore e prevede varie riduzioni e sconti.
In alternativa possono essere acquistati anche i biglietti che consentono di visitare solo il Museo Guarnacci.

Biglietti Singoli
Tipologia
Prezzo
Intero
a persona
€  8,00
Ridotto
ragazzi dai 6 ai 18 anni, ultrasessantenni, soci COOP, soci Touring Club Italiano o FAI
€  6,00
Gruppi
gruppi di minimo 10 persone
€ 6,00
 
SERVIZI EDUCATIVI
Nella pinacoteca sono disponibili spazi e percorsi rivolti in particolare alle scuole.
Per i bambini e le famiglie volterrane ogni anno organizziamo Coloriamoci di Rosso, un'attività rivolta particolarmente per i più piccoli.
Il servizio e gestito dalla Cooperativa Itinera su richiesta.
 
VISITA GUIDATA
E' disponibile su richiesta un servizio di visite guidate per gruppi che illustra i percorsi del museo.
Per gruppi non scolastici 100 €
 
AUDIOGUIDA
attualmente non sono disponibili audioguide all'interno del museo.
€  6,00
 
BOOKSHOP
E' presente un piccolo bookshop con pubblicazioni sulla pinacoteca e sul territorio e alcuni prodotti di oggettistica.
€ 6,00
 
 
Brochure
 

Descrizione

 

La grande pala del "Cristo in gloria", commissionata al Ghirlandaio da Lorenzo de' Medici per la Badia di San Giusto è un esempio eloquente della capacità del pittore fiorentino di affidarsi al proprio fecondo estro narrativo e di tradurre con fedeltà documentaria gli aspetti della vita e della società del suo tempo. Le stanno vicine una pala attribuita al Maestro di S. Spirito e una tavola di Leonardo da Pistoia, imitante la Madonna "del baldacchino" di Raffaello.

Nella sala seguente sono raccolte due opere di Luca Signorelli: una Madonna col Bambino e Santi dove appare lo schema a piramidi rovesciate nella disposizione delle figure e la tavola dell'Annunciazione dove la figura dell'angelo dalle vesti svolazzanti e la Madonna in piedi, in atto di ritirarsi, si compongono con l'architettura del portico in prospettiva.

Nella parete accanto è collocata l'opera che a buon diritto è considerata la perla della Pinacoteca: la pala raffigurante la Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino, firmata e datata 1521: dallo "sconficcamento" del corpo del Cristo dalla croce, in alto, si scende alla visione dei dolenti che piangono la morte del Salvatore, mentre la Maddalena con ardita invenzione iconografica anziché abbracciare la croce, si getta ai piedi della Madonna e il S. Giovanni si allontana dal gruppo, nascondendosi il volto fra le mani. 

Usciti dalla sala detta "del Rosso Fiorentino", saliamo ancora una rampa di scale e ci portiamo nella sala detta "dei Manieristi" dove spiccano, fra le altre, le due tavole di Pieter De Witte rappresentanti il Presepe e il Compianto, opera quest'ultima di splendida qualità sia per l'impianto scenico e paesaggistico, sia per alcuni motivi iconografici come quello della Maddalena che riecheggia la Pietà di Fra Bartolomeo di Pitti e come il braccio sinistro del Cristo mollemente abbandonato dove appare un ricordo della michelangiolesca Pietà di S. Spirito. Memore della lezione di Jacopo Ligozzi è la suggestiva Natività della Vergine di Donato Mascagni per la rappresentazione dell'ambiente, la cui densa penombra è rotta dagli alti finestroni.
 
Segue la sala detta "della Quadreria" dove sono raccolte opere di particolare interesse storico e documentario, quali i frammenti di G. Bugiardini, i medaglioni dell'ambiente Tosini-Brina e alcune opere di scuola tedesca e fiamminga. 

In ultimo ci viene incontro il capolavoro del volterrano Baldassare Franceschini, raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, dove l'intonazione cromatica è tutta soffusa di grigi argentei e dove appare evidente la grande cultura del volterrano che spazia dal Correggio ai Caracci, da Pietro da Cortona al Cigoli, specie nella ricca dalmatica del S. Stefano. 

Prima di lasciare il Palazzo si consiglia una sosta nello splendido ballatoio da dove si può ammirare uno sconfinato paesaggio e gli scavi archeologici del Teatro Romano di Vallebona. 

SERVIZI EDUCATIVI
Nell museo sono disponibili spazi e percorsi rivolti in particolare alle scuole.
Per i bambini e le famiglie volterrane ogni anno organizziamo Coloriamoci di Rosso, un'attività rivolta particolarmente per i più piccoli.
Il servizio e gestito dalla Cooperativa Itinera su richiesta. Al termine della tabella è possibile scaricare la brochure con i percorsi educativi.
Tel. 0586 894563 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e il mercoledi dalle
15:00 alle 18:00 didattica@itinera.info
www.itinera.info/blog/progetti-educativi/
VISITA GUIDATA
E' disponibile su richiesta un servizio di visite guidate per gruppi che illustra i percorsi del museo.
Per gruppi non scolastici 100 €
Tel. 0586 894563 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e il mercoledi dalle
15:00 alle 18:00 didattica@itinera.info
www.itinera.info/blog/progetti-educativi/
AUDIOGUIDA
Sono disponibili audioguide in più lingue direttamente alle biglietterie.
3 € Disponibile in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) presso il museo Guarnacci
 
BOOKSHOP
E' presente un piccolo bookshop con pubblicazioni sulla pinacoteca e sul territorio e alcuni prodotti di oggettistica.
 
Aperto nello stesso orario del museo
 
 
Foto di importante monumento funerario: urna degli sposi

In questa sezione del Museo sono essenzialmente privilegiati complessi tombali di recente acquisizione che consentono di visualizzare l'urna nel suo contesto originario: quello della tomba familiare che accoglieva anche gli oggetti che i parenti collocavano accanto al monumento funerario e che, simbolicamente, consentivano al defunto di sopravvivere nell'aldilà: sono in genere suppellettili relative al banchetto (vasi per mescolare l'acqua col vino, per versare e per bere), ma anche oggetti d'ornamento e da toletta, in particolare per le donne.

Nelle sale XXVII e XXVIII corredi tombali con urne dalla necropoli di Badia del III e II sec. a.C.; la sala XXIX è dedicata alla ricostruzione a scopi didattici di una bottega antica con gli strumenti che gli artigiani volterrani dell'alabastro continuano ancora a usare perpetuando un'antichissima tradizione. Nella sala XXX è esemplificata la produzione qualitativamente più elevata delle urne, ovviamente in alabastro, la pietra locale, simile al marmo, che gli Etruschi volterrani impiegavano esclusivamente per uso funerario.
 
La sala XXXI dedicata a un'esemplificazione dei soggetti rappresentati nei bassorilievi delle casse: miti greci oppure scene del viaggio del defunto nell'aldilà che ci illuminano sui gusti della committenza. Con le sale XXXII e XXIIa, dedicate alla tematica del "ritratto" sui coperchi, si chiude la sezione relativa alle urne e si allarga la panoramica sulle altre produzioni artigianali della Volterra ellenistica: la lavorazione del bronzo (sale XXXIII e XXIV) con specchi, statuette votive, vasellame, monete battute dalla zecca locale e ceramiche (sala XXXVI e XXXVII) a vernice nera o a figure rosse. Nella sala XXXV sono esposti alcuni monumenti scultorei di uso funerario tra i quali particolare importanza riveste la statua di donna con bambino (la cosiddetta kourotrophos Maffei) con iscrizione dedicatoria (III sec. a.C.). Nel corridoio di uscita del secondo piano sono collocati frammenti della decorazione in terracotta proveniente da un tempio scavato sull'acropoli di Castello.



 

All'inizio del percorso segnaliamo la ricostruzione delle sepolture della prima età del ferro (IX - VIII sec. a.C.): nella sala I i materiali dagli scavi 1892/1898 delle necropoli di Badia e Guerruccia; nella I bis quelli della recente scoperta della necropoli delle Ripaie (scavi 1969). 

Il periodo orientalizzante (VII sec. a.C.), scarsamente documentato a Volterra, è rappresentato nella sala II da significativi oggetti: il kyathos (attingitoio) in bucchero da Monteriggioni con iscrizione dedicatoria, una serie di bronzetti di offerenti, e dalle eccezionali oreficerie provenienti da Gesseri di Berignone (Volterra) donate al Museo dal Vescovo Incontri nel 1839.

Al periodo arcaico (VI sec. a.C.) appartiene invece uno dei monumenti più noti della collezione guarnacciana: la stele di Avile Tite, un monumento funerario che raffigura un guerriero armato di lancia e spada che, stilisticamente mostra strette affinità con opere greco-orientali.
 
Al centro della sala III opere del V sec. a.C.: uno scarabeo in corniola con iscrizione greca relativa all'artefice (Lysandros), un cratere attico attribuito alla tarda produzione del Pittore di Berlino e un calco di un capolavoro della scultura etrusca, la cosiddetta Testa Lorenzini, che raffigura una divinità e che costituisce la più antica statua di culto in marmo dell'Etruria centrale.

Il percorso prosegue al secondo piano, che, attraverso un'esposizione selettiva di monumenti, intende dare un'immagine panoramica delle produzioni e delle sepolture del periodo convenzionalmente definito Ellenistico (fine IV-I sec. a.C.). 
 
Elemento caratterizzante l'esposizione è l'urna cineraria tipica di Volterra e del suo territorio: in essa venivano riposti i resti del defunto dopo il rito della cremazione, quasi esclusivo a Volterra. Essa ha esteriormente, l'aspetto di un piccolo sarcofago distinto in due parti essenziali: la cassa che funge da vero e proprio contenitore delle ceneri, e il coperchio, nella fase più antica (IV sec. a.C.) semplicemente displuviato (urne semplici a cassetta) poi, esibente il defunto semisdraiato sul letto in occasione del banchetto, momento sociale al quale, in Etruria, partecipavano -con grande scandalo dei greci e dei romani- anche le donne di casa. 


 
Foto di importante monumento funerario: urna degli sposi

In questa sezione del Museo sono essenzialmente privilegiati complessi tombali di recente acquisizione che consentono di visualizzare l'urna nel suo contesto originario: quello della tomba familiare che accoglieva anche gli oggetti che i parenti collocavano accanto al monumento funerario e che, simbolicamente, consentivano al defunto di sopravvivere nell'aldilà: sono in genere suppellettili relative al banchetto (vasi per mescolare l'acqua col vino, per versare e per bere), ma anche oggetti d'ornamento e da toletta, in particolare per le donne.

Nelle sale XXVII e XXVIII corredi tombali con urne dalla necropoli di Badia del III e II sec. a.C.; la sala XXIX è dedicata alla ricostruzione a scopi didattici di una bottega antica con gli strumenti che gli artigiani volterrani dell'alabastro continuano ancora a usare perpetuando un'antichissima tradizione. Nella sala XXX è esemplificata la produzione qualitativamente più elevata delle urne, ovviamente in alabastro, la pietra locale, simile al marmo, che gli Etruschi volterrani impiegavano esclusivamente per uso funerario.
 
La sala XXXI dedicata a un'esemplificazione dei soggetti rappresentati nei bassorilievi delle casse: miti greci oppure scene del viaggio del defunto nell'aldilà che ci illuminano sui gusti della committenza. Con le sale XXXII e XXIIa, dedicate alla tematica del "ritratto" sui coperchi, si chiude la sezione relativa alle urne e si allarga la panoramica sulle altre produzioni artigianali della Volterra ellenistica: la lavorazione del bronzo (sale XXXIII e XXIV) con specchi, statuette votive, vasellame, monete battute dalla zecca locale e ceramiche (sala XXXVI e XXXVII) a vernice nera o a figure rosse. Nella sala XXXV sono esposti alcuni monumenti scultorei di uso funerario tra i quali particolare importanza riveste la statua di donna con bambino (la cosiddetta kourotrophos Maffei) con iscrizione dedicatoria (III sec. a.C.). Nel corridoio di uscita del secondo piano sono collocati frammenti della decorazione in terracotta proveniente da un tempio scavato sull'acropoli di Castello.



 
 

BOXWIDE

Le sale III-IX del piano terreno e tutto il primo piano (sale XIII-XXVI) sono dedicate all'esposizione della raccolta originaria del Museo, arricchitasi fino al 1861 tramite donativi acquisti, ricerche. L'ordinamento che risale al 1877 prevede -come già indicato - una disposizione di oltre 600 urne sulla base del soggetto dei bassorilievi della cassa: motivi ornamentali (demoni, maschere, rosoni) sala IV ; animali fantastici e feroci, sala V; addio del defunto ai parenti, sala VI; viaggio agli inferi a cavallo, sala VII; con il carro coperto (carpentum), sala VIII; con la quadriga, sala IX. 

Al primo piano sono esposte ancora urne con bassorilevi di argomento mitologico greco. Ciclo troiano: Cadmo che uccide il drago, Atteone sbranato dai cani, il supplizio di Dirce, Edipo e la Sfinge, i sette contro Tebe, sala XVI; Il riconoscimento di Paride per figlio di Priamo, il rapimento di Elena, Telefo nel campo dei greci, Filottete abbandonato nell'isola di Lemno, l'arrivo delle Amazzoni in aiuto di Priamo, il sacrificio dei prigionieri troiani in onore di Patroclo sala XVII; saghe ateniesi: Teseo e il Minotauro, sala XIII; il ratto delle Leucippidi, sala XIV; miti argivi: Perseo libera Andromeda, sala XIV; la vicenda di Pelope, Enomao e Ippodamia. Alcuni episodi sono tratti direttamente dall'Odissea: Ulisse e le Sirene, l'accecamento di Polifemo, la trasformazione in animali dei marinai di Ulisse, l'uccisione dei Proci, sala XVIII. 

In sala XX, con un particolare risalto è esposto uno dei monumenti più significativi di tutta la collezione Il coperchio degli sposi, due anziani coniugi distesi sul letto del convivio con i volti fortemente caratterizzati, modellati in terracotta. (I sec. a.C.).

Nella sala XX al centro un altro monumento-simbolo del Museo e dell'Etruria in genere, l'ex-voto allungato di giovinetto noto come Ombra della sera. La sua grandissima fama, arricchita da leggende tanto curiose quanto false, è dovuta essenzialmente alla singolare forma di questo bronzo votivo che evoca l'ombra proiettata sul terreno dalla figura umana alla luce del tramonto e che trova singolari assonanze con opere di scultura contemporanea. Questa sua "modernità", unita allo straordinario modellato delle forme, anomale per l'allungamento innaturale della figura ma, al contempo, perfettamente proporzionate, fanno di questo bronzo uno dei capolavori della scultura etrusca del III sec. a.C.. 

Il primo piano del Museo che ha in tutte le sale pavimenti a mosaico provenienti da edifici di età imperiale romana di Volterra o di Segalari (Castagneto Carducci), ha altre importanti sezioni della collezione guarnacciana: il monetiere con rarissimi esemplari etruschi in oro, argento, bronzo e oltre tremila monete greche, romane repubblicane e imperiali, i bronzetti (sala XXIV), le oreficerie e le gemme (sala XXV). 
Conclude la visita del primo piano la sala XXVI dedicata alla Volterra romana, nella quale sono esposti materiali provenienti dall'area urbana e da Vallebuona dove si trova il Teatro antico, splendidamente conservato del quale consigliamo la visita. 
In questa sala è stata ricostruita l'iscrizione dedicatoria del Teatro fatto costruire da due personaggi della gens Caecina ai tempi di Augusto e di Tiberio. 

Lungo le scale di accesso ai piani del Museo sono collocate alla parete, secondo una consuetudine del secolo scorso, moltissime epigrafi funerarie latine provenienti da Roma o dal Volterra e il suo territorio.