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L'assessore alle attività produttive Baruffa: «L'opportunità che i totem di ultimissima generazione daranno agli esercizi sono molte, ma è importante che ci siano regole chiare per non confondere il turista e il cittadino»

Regole ferree per poter accedere alla pubblicità sui totem multimediali di nuova installazione. E' quanto prevede l'amministrazione comunale di Volterra  a causa del dilagare di negozi per la vendita di "prodotti tipici" che rischia di non rispettare le caratteristiche reali dei prodotti locali, svalutando l'immagine vera del territorio. Per questo l'amministrazione regolamenterà l'accesso al totem per quegli esercizi che vogliono farsi pubblicità: sarà precondizione dichiarare da parte del richiedente che vende prodotti tipici di avere in vendita almeno il 50% di merci di filiera corta o del territorio toscano. In ogni caso almeno il 30% del totale dovranno essere prodotti nel comune di Volterra. In alternativa, per poter accedere al totem ai fini pubblicitari, si dovranno tenere in dispensa almeno 20 tipi di prodotti (sempre di filiera corta o del territorio) provenienti dal comune di Volterra. Si potrà essere ammessi in deroga solo con l'impegno scritto, entro un anno, ad attenersi alle prescrizioni individuate. Il non rispetto dell'impegno o delle condizioni dichiarate prevede decadenza dalla possibilità di utilizzare il totem comunale.
« E' importante mettere delle regole decise fin da subito - dichiara l'assessore alle attività produttive del Comune di Volterra Gianni Baruffa -, l'opportunità che i totem di ultimissima generazione daranno agli esercizi sono davvero molte, però è importante che ci siano regole chiare per non confondere il turista e il cittadino. La nostra amministrazione punta sulla qualità».
« Vogliamo creare dei disincentivi concreti per contrastare il dilagare di negozi fotocopia che vendono prodotti "tipici", incentivando invece chi punta sui veri prodotti locali del territorio - aggiunge il sindaco Marco Buselli - . Non è escluso che nel prossimo futuro pensiamo anche ad un differente regime fiscale tra chi (nel campo dei negozi di prodotti tipici) vende prodotti di Volterra e chi invece vende altro, senza curare l'aspetto delle produzioni locali di qualità».