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I palazzi rinascimentali

Palazzo Inghirami

Fu fatto costruire dall'Ammiraglio Jacopo Inghirami nel XVII sec. su disegno di Gherardo Silvani. Ampie finestre mensolate fanno da cornice al grandioso portale in bugnato alla cui sommità è il busto bronzeo del grande ammiraglio vincitore a Bona attribuito al Tacca.
Per maggiori informazioni consultare il seguente sito:

 

Palazzo Maffei

Fatto costruire da Monsignor Mario Maffei vescovo di Cavallion le cui spoglie riposano nel monumento eseguito da G. Angelo Montorsoli in Duomo, fu compiuto nel 1527 come indica l'iscrizione sotto la cornice del primo piano. Ampie finestre sormontate da sporgenti timpani triangolari e con altri a coronamento orizzontale sono riquadrate da solenni marcapiano, da ampie paraste angolari e dalla gronda sporgente a cassettoni. Il Palazzo divenuto, nel XVIII sec. proprietà del Guarnacci, fu la prima sede del museo e della biblioteca che da lui prendono il nome. Secondo una vaga testimonianza del Vasari, la facciata sarebbe stata dipinta a fresco da Daniele Ricciarelli.

 

Palazzo Beltrami

Finestre con arco a tutto sesto, incorniciate da conci in bugnato e da eleganti marcapiano caratterizzano la facciata cinquecentesca di questo palazzo, già appartenuto ai Desideri.

 

Palazzo Lisci, (oggi Marchi)

Antico ospedale di Santa Maria, detto di Via Nuova, presenta una facciata la cui costruzione è riconducibile almeno a due differenti epoche: la parte inferiore in pietra, con due grandi archi otturati e una iscrizione marmorea recante il nome dello spedalingo, è databile alla metà del XIII sec. mentre più recente, XVIII sec., appare la parte superiore a cortina di mattoni.

 

Palazzo Incontri (oggi Viti)

Il caldo colore dell'intonaco che fa da sfondo alle grandi finestre timpanate e quadrate, ai marcapiano, alle paraste angolari eseguiti col "panchino" volterrano, rende solenne la facciata di questo palazzo, assegnato tradizionalmente, all'Ammannati e nel cui interno fu costruito nel 1819 un Teatro su disegno dell'architetto Luigi Campani, cui fu dato il nome del poeta volterrano Aulo Persio Flacco, raffigurato, nel grande sipario, nel regno delle muse, dal pittore ottocentesco Nicolò Contestabile.

 

Palazzo Minucci (oggi Solaini)

Foto del cortile del Palazzo Minucci-Solaini

Attribuito dalla storiografia locale ad Antonio da San Gallo il Vecchio è tra i più singolari della città per le limpide e rigorose proporzioni del prospetto e per il mirabile ed elegante equilibrio architettonico del cortile nonché per la varietà espressiva dell'impianto distributivo e decorativo dell'interno. È sede della civica pinacoteca di Volterra.