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Porta Marcoli La cinta medievale volterrana fu edificata nel secolo XIII.
Iniziata, al sorgere del secolo durante il regime consolare, come rifacimento e
rafforzamento della muraglia etrusca, fu proseguita metodicamente fino al 1254, anno in
cui i fiorentini imposero con le armi il costituto popolare e il governo di parte guelfa.
Nel 1260 il regime ghibellino, succeduto a quello guelfo, constatata la vulnerabilità del
sistema difensivo volterrano dovuta al troppo esteso perimetro del circuito etrusco,
ingaggiò quaranta maestri di pietra finché la città non fosse completamente murata:
iniziato nellautunno del 1260, il lavoro fu portato a termine nel giro di pochi
anni.
Le Porte
Porta a Selci
Lattuale porta, a semplice arco a
tutto sesto, fu costruita nel XVI sec. in sostituzione della più antica, detta anche del
Sole, rimasta interrata per gli ampliamenti della Rocca Vecchia nel XV sec.. Da porta a
Selci si diramavano le strade verso il territorio Senese.
Porta Marcoli
Costruita, forse, nel XIV sec., metteva
in diretta comunicazione con il monastero olivetano di S. Andrea (oggi Seminario) e
serviva di comodo accesso agli agricoltori della campagna circostante.
Porta di Docciola
Costruita nel XIII sec. metteva in
comunicazione la città con la vallata circostante, ricca di acqua e lussureggiante di
vegetazione. La porta conserva le strutture caratteristiche delle porte volterrane del
XIII sec. con un arco interno ed esterno a tutto sesto e con allinterno un arco
ogivale entro cui si svolge un arco ribassato o scemo.
Porta Fiorentina
Detta anticamente di S. Agnolo per la
vicina chiesa dedicata allarcangelo, offre la stessa struttura architettonica delle
porte volterrane, anche se sono visibili evidenti rimaneggiamenti eseguiti nel XVI sec.,
quando la porta, durante lassedio del 1530, fu colpita nella torre sovrastante dove
era racchiuso un deposito di munizioni. Da questa porta si diparte la via per Firenze,
attraverso lEra, Castagno, Gambassi, e Castelfiorentino.
Porta San Francesco
Detta anche di Santo Stefano o Pisana,
perché attraverso la Val dEra portava a Pisa. È lunica porta che conserva
nella volta tracce di affreschi che, come sappiamo, erano presenti in tutte le porte di
accesso alla città. Allinterno, a destra, è scolpita la canna pisana, unità di
misura leggermente più lunga di quella volterrana, scolpita sulle facciate del Palazzo
dei Priori.
Porta San Felice
Costruita da un solo semplice arco a
sbarra che si appoggia a due tronchi disgiunti di mura castellane, anomala rispetto alle
altre porte cittadine, offre insieme alla cappellina del santo con il campanile a vela, e
lo sfondo di orizzonte, che si offre allinfinito verso il mare, un quadro quanto mai
pittoresco rendendolo uno dei luoghi più suggestivi della città.
Le Fonti
Fonte di Docciola
Presso la porta omonima, fu costruita nel
1254 da maestro Stefano, come ricorda la lapide inserita fra i due grandi archi ogivali
che formano il portico. Oggi solitaria e maestosa, a fondo di unalta ripa, insieme
allomonima porta forma uno dei complessi architettoniei più familiari e suggestivi
delle città. La sua acqua che serviva da forza motrice ai molti mulini allineati lungo il
botro che scende verso lEra veniva usata nel Medio Evo, dallArte della lana
che qui aveva i suoi opifici.

San Felice
Stilisticamente affine a quella di
Docciola, fu edificata nella forma attuale nel 1319 per volere dei cittadini del borgo di
Santo Stefano, a opera di Chelino Ducci Tancredi soprastante, come recita
liscrizione inserita allimposta dei due grandi archi. Accanto alla fonte,
oltre a resti di mura etrusche, esiste un arco che gli storici locali chiamano Porta
Romana, e che doveva servire di accesso alle vicine Terme Guarnacciane.
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Porta allArco
Inserita nel ricorso delle antiche mura del V
sec. a.C., deve senza dubbio la sua conservazione al suo utilizzo nella cinta medievale
cittadina del XIII sec.. La costruzione di questa porta sembra si debba riferire a tre
epoche diverse: i fianchi formati da blocchi rettangolari come le mure e a queste
contemporanei, mentre gli archi, in tufo sembrano una ricostruzione avvenuta dopo
lassedio di Silla (80-82 a.C.). Di incerta collocazione le tre teste poste a
decorazione dellesterno, che potrebbero evocare sacrifici di vite umane nella
conservazione di nuove costruzioni, o un ricordo del costume di affiggere alle porte le
teste tagliate dei nemici vinti. Forse potrebbero rappresentare Giove e i Dioscuri, oppure
la Triade Capitolina, Giove Giunone e Minerva.

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La Fortezza Medicea Costruita sul più alto ripiano del monte volterrano, è
costituita da due corpi di fabbrica, la Rocca Antica e la Rocca Nuova, uniti insieme da
una doppia cortina, coronata da un ballatoio sorretto da archetti pensili (bertesche) il
cosiddetto Cammino di Ronda, mentre allinterno forma un vasto piazzale.
La Rocca antica presso porta a Selci, include parti di più antica fortificazione resi
visibili da recenti restauri, e la torre di forma semiellittica, detta volgarmente la
Femmina, attribuita al Duca di Atene.
La Rocca Nuova fu fatta innalzare da Lorenzo de Medici sul luogo dove esisteva il Palazzo
dei Vescovi distrutto dai fiorentini nel 1472. È costituita da ampio quadrato di pietra
panchina, i cui angoli terminano in baluardi circolari: al centro si innalza la Torre del
Mastio, che si impersona e rende famosa la Fortezza, della quale è la parte più
monumentale.
Edificata ad uso militare fu, fin dallinizio, utilizzata come carcere politico;
nelle sue celle passarono sia gli oppositori dei Medici, sia i patrioti del nostro
Risorgimento Nazionale.
Oggi ospita reclusi a vita e a tempo, con una sezione di carcere giudiziario.

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