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Il teatro romano
Fatto edificare in età augustea dalla famiglia
Caecina, sul tipo degli odeon greci, cioé sfruttando il declivio del colle, vi si
accedeva dalla zona del foro (chiesa di San Michele in loco a foro) attraverso
sistemi scalari, oggi non più visibili per il persistere delle mura medievali sul muro
perimetrale della summa cavea.
Il Teatro romano

Resta il piano con tre grandi esedre da dove
attraverso scale coperte si scendeva al criptoportico e quindi allima cavea dove
sono ben visibili le file di sedili dei settori centrali in tufo di Pignano e gli itinera
scalaria cioè i gradini di accesso ai posti in pietra di Montecatini.
Ai piedi delle gradinate uno spazio semicircolare ospitava lorchestra oltre
il quale in uno stretto fossato veniva ripiegato il sipario allinizio dello
spettacolo. Ai lati del palcoscenico, che era di legno, due corridoi (parodoi)
permettevano laccesso agli spogliatoi mentre dietro si innalzava la scena fronte
(scenae frons), una parte della quale è stata modernamente ricostruita.
Dietro la scenae frons vi sono i resti della porticus post scenam, un porticato coperto
elemento comune a tutti gli impianti teatrali di una certa importanza e che serviva da
hall o foyer durante gli intervalli degli spettacoli.
Nellarea circoscritta dal portico sono ben visibili le fondamenta del vestribolo e
dei locali destinati ai bagni caldi e freddi di un ambiente termale, edificato nel secolo
IV dopo Cristo con i materiali delladiacente teatro andato in disuso nel corso del
secolo III dopo Cristo forse a causa di un terremoto.
La forma circolare del laconicum che per lelevata temperatura dellacqua
consentiva una vera e propria sauna, chiude gli ambienti del modesto complesso termale
da alcuni ritenuto il primo luogo di culto cristiano. |
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Acropoli È una vasta area in Piano di Castello dove attraverso
varie stratificazioni è possibile leggere la nascita e lo sviluppo della città, a
partire dalla preistoria fino al secolo XV. Ben visibili appaiono le fondamenta di due
edifici, identificati come templi A e B separati da una strada intertemplare che circonda
e delimita in parte il luogo cultuale.
Resti di abitazioni di età ellenistica, un complesso sistema di cisterne fra cui la
cosiddetta Piscina, impianti di torri medievali e strade poggianti su fondamenti più
antichi, lo sterminato paesaggio che va dal Mar Tirreno agli Appennini rendono questo
luogo uno dei più interessanti e piacevoli della città.

Necropoli
A differenza delle più famose tombe di
Tarquinia, Cerveteri, Chiusi e Populonia, gli ipogei volterrani non presentano tracce di
decorazioni pittoriche o scultoree, anche se ugualmente interessanti dal punto di vista
strutturale. Infatti sono scavate nel sabbione, elemento costitutivo del colle volterrrano
e non si sviluppano in alzato tanto che volgarmente vengono chiamate e
identificate come Buche etrusche. Particolarmente interessanti i due ipogei di età
ellenistica, appartenuti forse alla Gens Calcina, in località Marmini di Sotto.
Uno a pianta circolare con pilastro, laltro presenta un vestibolo quadrato sul quale
si aprono quattro camere funerarie munite di banchine per la deposizione delle urnette
cinerarie. Un altro notevole ipogeo che si trova in prossimità della Chiesa di San
Giusto, è composto da alcune camere scavate nel sottosuolo con basi per la deposizione
delle urne e sorretto da pilastri ricavati nelle roccia stessa: è databile al secolo V
a.C..
Altre necropli sono presenti nella zona dellUlimeto, oggi in parte, inclusi
nellarea ospedaliera di S. Lazzero mentre la necropoli arcaica delle Ripaie è
scomparsa per lasciare il posto al moderno Campo Sportivo e le necropoli di Badia sono
sprofondate nella voragine delle Balze.

Coperchio di urna, sec. II a.C.
Le Terme Guarnacciane
Le terme fuori la porta San Felice sono dette
Guarnacciane da Monsignor Mario Guarnacci che le scoprì nel 1760. Da documenti epigrafici
sembra che il complesso termale sia stato dedicato allimperatore Gordiano e per
tanto riferibile al III sec D. C..
Sono ancora ben visibili i resti della fornace per il riscaldamento (ipocaustum), due
bagni per le immersioni fredde (frigidarium), una stanza destinata al bagno tiepido
(tepidarium), una sala sospesa sullipocaustum destinata al bagno caldo (calidarium)
e un ambiente per la sauna (sudatorium).
Il complesso termale di San Felice è attualmente soggetto ad interventi di restauro e di
conservazione al fine di una migliore lettura e fruizione.
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